
La sintesi della riunione dell’Ufficio di Presidenza di oggi è la seguente: «Crediamo che non ci sia più neppure un secondo da perdere e che sia l’ora di ufficializzare quanto avevamo già condiviso più di un mese fa, ossia che il rapporto fiduciario con il direttore Acon è definitivamente venuto meno e che si deve procedere immediatamente a individuare una nuova figura per recuperare la piena operatività e un clima di nuovo sereno in una struttura strategica nella vita del Consiglio regionale» Firmato, Celotti, Massolino e Russo. Fra una seduta di commissione e l’altra, il presidente del Consiglio Mauro Bordin aveva convocato l’Ufficio per affrontare il tema della “gianbrunescion” friulana che ha coinvolto il direttore del Agenzia del Consiglio Regionale Fabio Carini. Una vicenda oscura narrata dal consigliere Russo alcune settimane fa durante una conferenza stampa: “Voglio segnalare alcune situazioni che sono emerse in questi mesi. Ci sono dei verbali di deposizioni delle vittime che se confermati, definire inaccettabili è davvero poco”. Russo riportava alcune testimonianze: “Ho chiesto di essere trasferita da Acon ad altro ufficio, in quanto non ritenevo più tollerabile la situazione complessiva e in particolare l’atteggiamento del direttore che, diverse volte ha avuto pesanti apprezzamenti di natura sessuale nei miei confronti”. Dopo la riunione di oggi, le consigliere regionali Manuela Celotti (Pd) e Giulia Massolino (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg) insieme al consigliere regionale Francesco Russo (Pd) hanno fatto mettere a verbale questo testo: «L’Ufficio di Presidenza alla luce di quanto venuto all’attenzione generale relativamente alle gravi disfunzioni di carattere organizzativo, professionale e umano all’interno dell’Agenzia Acon, ribadisce quanto già emerso nelle scorse settimane nel confronto fra i componenti e cioè che sono venute meno le condizioni fiduciarie del rapporto con il direttore Carini e dà mandato al segretario generale di redigere in tempi brevi la delibera conseguente. Ci dispiace – affermano gli esponenti dell’opposizione – che il presidente Bordin insieme ai colleghi Polesello, Lobianco e Mazzolini non abbiano voluto condividere con noi la scelta di procedere immediatamente e di prendere atto che la situazione è a un punto di non ritorno. Questa non è una vicenda che riguarda gli schieramenti politici e davanti alle tante evidenze emerse, è onestamente incomprensibile la difesa dei colleghi di centrodestra di uno status quo che ormai non è più tollerabile». L’Ufficio di Presidenza che deve occuparsi della “giambrunescion” friullana è composto dal Presidente del Consiglio, dai due Vicepresidenti e dai quattro Segretari. Alle riunioni dell’Ufficio di Presidenza partecipa il Segretario generale del Consiglio con funzione consultiva.