19 Giugno 2024 - 6:49 am


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AcciaieriaSia Exxx…Polzive!!! Libera stampa in libera rete. Pubblichiamo l’articolo di Angelo Floramo contro l’acciaieria cassato dall’editore del “Il Friuli”. Ci piace il dissenso.

Ci piace il dissenso e la libertà di parola. Soprattutto quella in direzione contraria come in questo caso col pezzo del coltissimo medievalista di San Daniele del Friuli Angelo Floramo sull’acciaieria di San Giorgio. Questo sito di manigoldi è docilmente a favore dell’acciaio e del mercato (oggi un pezzo imperdibile su “Il Foglio” di Stefano Cingolani), ma non accettiamo le censure. Un saluto all’amico Angelo Floramo, cantore della Divina Commedia e del Friuli.
Scrive Navarria: «Questo articolo di Angelo Floramo avrebbe dovuto uscire oggi sul “Il Friuli”, ma la redazione gli ha chiesto di sostituirlo o di andarsene.
“Non sono uomo da stare in gabbia,” dice Angelo. “Nemmeno se dorata”. Ecco il testo incriminato.
<Dove siete?> C’è chi lotta contro gli improvvidi progetti che devasterebbero l’ambiente della nostra Regione, come se non fosse già abbastanza malandato di suo, e nel farlo distruggerebbero il tessuto sociale delle piccole comunità, violentando i paesi, la natura, l’ambiente, la microeconomia di cui tanto si parla, quell’intreccio millenario i cui nodi virtuosi sono le filiere corte e lo sviluppo sostenibile. Di cosa sto parlando? Ma dell’acciaieria che dovrebbe divorare la laguna di Marano, l’ecomostro nato dagli incubi del neocapitalismo targato FVG: uso apposta una sigla tanto indigesta, quasi a rimarcarne l’odiosa progettualità che ne promuove la costruzione. I comitati si stanno consumando per sensibilizzare l’opinione pubblica. Organizzano serate, dibattiti, incontri appassionati. Sempre molto frequentati dalla gente comune, quella che ha a cuore la salute della terra e degli umani, delle piante e degli animali. La bella famiglia che già Petrarca, Francesco d’Assisi e Leopardi cantavano come un tutt’uno, un solo organismo vivente, destinato ad ammalarsi e a morire se anche una sola delle componenti dovesse prendersi qualche accidente. Eh sì, perché la salute, l’ecosistema, l’ambiente sono il profilo stesso del nostro futuro. La dobbiamo ai nostri figli e alle nostre figlie, non solo alla memoria di quei padri virtuosi che hanno resistito alla fame e alla miseria, alla migranza e alla disperazione per lasciarci un mondo migliore di quello sul quale si erano inciampati loro. Fin qui tutto bene. Esprimere dissenso è legittimo. Democratico, Costituzionale. Ma? Ma poi accade che la Questura, qualche giorno fa, neghi ai “dissidenti” di esprimere liberamente il loro pensiero. Vabbè. Dalla Questura me lo aspetto anche. Ma gli intellettuali? Dove sono andati a finire? Il silenzio è sempre complice. E il libero pensiero vale più di un finanziamento negato. Dalla Politica o dal Capitale.

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