16 Aprile 2024 - 3:06 am


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Radicali candidati. Pragmatismo contro empirismo

Com’era prevedibile, lo è stato in passato, lo sarà certamente in futuro, essere radicali non è molto semplice. Lo si deduce dalle risposte giunte ai post precedenti.
Voglio dire che la mia candidatura di radicale a Udine nel PDL nasce a causa di una forte ostilità che i radicali hanno incontrato in fase di trattativa. Alcune forze politiche del centro sinistra, non ultima quella del “socialista” Ortis, hanno reso impossibile qualsiasi tipo di accordo, addirittura alcuni hanno prefrito i Pensionati …(??!) al simbolo dei radicali. Nel PDL, malgrado i loro mal di pancia, non ci sono stati problemi.
SE devo fare un ragionamento politico mi è ancora più facile dare una significato.
E cioè che se Honsell rappresenta la continuità col Cecotti 2, allora scelgo il male minore, Cainero appunto, giacchè anche per stessa ammissione dei consiglieri di maggoranza uscenti, il secondo mandato di Cecotti è stato deludente.
Ora, che Honsell si presenti volendo dare continuità al percedente sindaco arricchito per altro anche dalla sinistra arcobaleno, mi pare una spericolatezza riconosciuta anche da Cecotti.
Cainero mi pare abbia un buon polso, un pò come Illy, pragmatico e RADICALE nel senso che va a fondo delle cose. Proprio perchè il pragmatismo è di casa fra i radicali. Il criterio di verità del pragmatismo sta nel principio del PROVA e VEDI. Un principio avventuroso e semplice.
Per ciò che riguarda Tondo, anche i questo caso, il principio di appartenenza non sta in casa radicale. Tondo ha sbagliato, ha rifiutato il dialogo. Oggi fa dietro front. Non va. Eppoi si può cambiare idea?

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