Non è Roma, nemmeno Arcore, tuttavia l’ultimo lembo orientale d’Italia è denso di vivaci turbolenze sotterranee che, in questi giorni, si scontrano in superfice che è un piacere. Dopo Tolmezzo, domani sarà la volta di Dipiazza da TS, che sul PICCOLO, rovescierà pesanti secchiate d’acqua sul centrodestra e la sua classe dirigente. Successivamente toccherà a Compagnon riprendere in mano le briglie del centrismo friulano dopo lo scazzo con Monti e il fallimento di Casini. Anche al nord le cose non sono tranquille, Cividale e Latisana, sono l’esempio. La bussola centrista è persa. Ecco allora che per l’ex onorevole in vitalizio dorato, si presenta la ghiotta occasione di risollevare dalle macerie il glorioso centrismo nordestino. A dargli man forte anche il veneto De POli, che attende solo la convocazione del congresso di metà novembre per perfezionare l’assalto. Resta un punto. Sarà sempre UDC o una ri-edizione di Nuovo-nuovo-nuovo centro?