All’Ufficio di presidenza su 24 persone hanno partecipato in 19. Sandro
Bondi era negli Stati Uniti. I cinque membri che hanno deciso di non
partecipare hanno convenuto che stasera fosse meglio avere una
deliberazione unanime e con il mio consenso non hanno perciò
partecipato”.
“Sono sicuro che i contrasti verranno sanati, sia per chi ha firmato il
documento finale che per gli altri che in buona fede hanno assunto una
posizione diversa. Sono situazione di incomprensione, tutte di tipo
personale e non basate sui valori né sui programmi e la patologia in cui
ciascuna si viene a trovare per proprie ambizioni e immagina di
ottenere un posto piuttosto che un altro. Ma sono contrasti che sono
sicuro verranno sanati”.
“Ho ribadito la mia fiducia ai ministri ma se si mantengono nell’ambito
delle decisioni che vengono prese a maggioranza nel partito”.
“Siamo tornati allo statuto di Forza Italia che assegna al presidente il
diritto-dovere di delegare responsabilità e funzioni. Eserciterò con
equilibrio e saggezza questo potere, indicando anche nuove persone
provenienti dall’esterno. Tutte decisioni che saranno sottoposte al voto
del consiglio nazionale che si svolgerà indicativamente il prossimo 8 dicembre.”
“Il Pdl é unito e su un punto c’é stata divisione, quando il 2 ottobre i
ministri e 23 senatori decisero di votare comunque la fiducia al
governo. Assunsero quella posizione perché timorosi di tornare alle
urne”.
“Sono assolutamente sicuro che arriverà la revisione del processo sui
diritti tv e il nuovo processo dimostrerà la mia estraneità ai fatti
contestati. Con un voto favorevole alla decadenza in applicazione alla
legge Severino si colpisce al cuore lo stato di diritto, violando il
principio della irretroattività della legge penale. Se il Pd votasse a
favore della sua decadenza, come possiamo collaborare con una parte
politica che opera al di fuori della legge?”.
“Mi aspetto che adesso si lavori bene con grande entusiasmo e passione.
Ci ha diviso una diversa valutazione sull’effetto del voto, di fiducia o
sfiducia al governo. La divisione é stata attinente al risultato di un
certo comportamento. Superato quel momento, si torna a lavorare insieme
come sempre in questi 20 anni”.