17 Settembre 2021 - 6:52 am


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CicloneGaravaglia Exxx…Polzive!!! Il ministro si è stufato delle manfrine sulle concessioni. Salva gli stabilimenti di Lignano, Grado, Trieste e inchioda l’Europa. L’estensione non può essere disapplicata.

A Massimo Garavaglia, ministro per il coordinamento di iniziative nel settore del turismo, a furia di segnalazioni dell’Autorità e incertezze normative, gli si sono roteati gli zebedei. Il tema è quello controverso delle concessioni balneari cui abbiamo dato conto su queste pagine riportando le segnalazioni dell’AGCM. Grado, Trieste, Lignano, Staranzano, Duino Aurisina e tutte le aree demaniali friulane interessate alle disposizioni della Bolkestein. Il nodo è sempre lo stesso, l’Autorità contesta: “…invece di espletare procedure ad evidenza pubblica, i comuni hanno esteso la durata delle concessioni di beni del demanio marittimo con finalità turistico-ricreative in favore dei concessionari esistenti, fino alla data del 31 dicembre 2033”. Il caso è rimbalzato su tutta la regione e recentemente anche l’assessore Callari è intervenuto sul merito. Oggi il ministro Garavaglia tiene il punto in favore dei comuni che hanno concesso le proroghe al 2033.

Osserva Garavaglia: «A settembre affronteremo il tema delle concessioni balneari: siamo già d’accordo, faremo un giro in Europa per farla finita una volta per tutte». Il ministro ne ha parlato in un recente incontro pubblico a Bologna, ribadendo anche il nodo Friuli, con una stoccata alla Magistratura: «Il problema è che le leggi vengono interpretate dalla magistratura a seconda di dove ti trovi e allora va risolta una volta per tutte. Per questo settembre andiamo in Europa e la facciamo fuori per dare una soluzione definitiva e fine delle trasmissioni».

L’intento del ministro è raggiungere questo risultato «prima del 15 ottobre, perché c’è quella sentenza del Consiglio di Stato che potrebbe riaprire un altro cinema». Si tratta della data in cui il presidente del Consiglio di Stato Filippo Patroni Griffi ha fissato un’adunanza plenaria di tutte le sezioni di Palazzo Spada per decidere una volta per tutte l’orientamento ufficiale e unitario del massimo organo di giustizia amministrativa sulla delicata questione del prolungamento automatico fino al 2033 delle concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo, deciso dal governo italiano ma oggetto di svariate sentenze contrastanti da parte dei Tar di tutta Italia a causa della presunta incompatibilità col diritto europeo.

Punto di partenza della plenaria del Consiglio di Stato sarà proprio il ricorso contro una delle innovative sentenze firmate dal presidente del Tar Lecce Antonio Pasca, la quale ha affermato che la direttiva europea Bolkestein non è autoesecutiva e pertanto, in assenza di una norma italiana che l’ha recepita, l’estensione delle concessioni al 2033 non può essere disapplicata in quanto non esiste un’altra legge da applicare al suo posto.

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