9 Dicembre 2021 - 3:13 pm


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CarniaTossica: Vogliono avvelenare le valli. Allarme Cromo in zona industriale di Tolmezzo. Esclusivo.

Veleno e sprechi. Buco da oltre 2 milioni di euri per un progetto per la sosta dei camion voluto dai tracotanti dirigenti del Carnia Industrial Park. L’area acquistata coi soldi di pantalone è impestata da Cromo. L’Arpa fa sgomberare gli inerti. Chi ha voluto il progetto? Il neo presidente Siagri indignato. Preoccupazione in Friuli Innovazione per il recente ingresso di Carnia Industrial Park nel capitale dell’ente udinese. Esclusivo

 

Solo per acquistare i terreni intossicati, i geni del Consorzio hanno speso oltre 800mila euri. Soldi di contribuenti friulani che hanno consentito ai vecchi proprietari di fare un affarone. La Corte dei Conti accenderà un fanale ed è pronta la segnalazione per Trieste.

I vertici del Consorzio Industriale di Tolmezzo vogliono intossicare il popolo e il paesaggio alpino. Dopo il clamoroso dietro-front sul project financing da 5 milioni di euri per la costruzione di una centrale idroelettrica nel lago di Cavazzo, esplode un altro petardo di dimensioni atomiche. Il veleno.

Alla tradizione carnica dello speco e dei magheggi, si aggiunge l’elemento tossico, la peste e l’inquinamento. Da lunedì scorso in zona via del pioppeto di Tolmezzo, nell’area del Consorzio, si registra un intenso via vai di camion e di escavatori impegnati a rimuovere migliaia di metri cubi (circa 4,000!!!) di inerti impestati da Cromo, una sostanza ad alto componente velenoso. Cos’è accaduto? Presto detto. 

Alcuni anni fa il Consorzio acquistava per oltre 1 milione di euri, un’area di 40mila metri quadri densa di veleno e materiale tossico, precisamente l’ex Filipuzzi che produceva prefabbricati e la Nigris asfalti. L’idea del precedente CDA, presieduto da Gollino e con la direzione del quadro Farinelli, era quella di realizzare un’infrastruttura per la sosta di automezzi al servizio delle attività produttive locali.

In seguito all’acquisto, il consorzio provvedeva, a proprie spese, a demolire i vecchi fabbricati industriali (coperture di amianto) presenti sul terreno spendendo ulteriori 420.000,00 euro ma con l’impegno di lasciare nell’area del progetto il materiale da demolizione, anzi con ordine di triturarlo per poi riutilizzarlo (si ricorda che in detta zona vi è obbligo di sopraelevare il terreno di 1 metro per poter poi edificare). Nella pratica, triturare sostanze tossiche per poi riutilizzarle per rialzare di un metro il terreno. Sprekopolis. 

La maldestra operazione non riesce e i vertici del Consorzio, diretto da Farinelli e presieduto dall’ex Gollino, rimediano una figura di merda pazzesca. Passano pochi mesi e quel cumulo di macerie velenose stoccate in via del pioppeto non passano inosservate. Per fortuna dei cittadini c’è l’Arpa che si prende cura della salute dei carnici e infila un petardo nel fondoschiena dei vertici del blasonato «Indastrial» Park.

Il recente verbale dell’agenzia per la protezione dell’ambiente dimostra le caratteristiche del bidone alpino: il materiale depositato in cantiere (ben 3.800,000 metri cubi) è ricco di sostanze tossiche e contiene un’alta percentuale di Cromo superiore ai limiti imposti. Immediata l’ordinanza (N°37/2020) del sindaco Brollo che ne chiede la chiusura del cantiere. La rimozione del materiale inquinato comporterà una ulteriore spesa di circa mezzo milione di euro. I costi salgono e la sprekopolis pure. Ormai si viaggia a oltre 2 milioni di euri. Chi paga? Friuli Innovazione? i cui vertici di Carnia Industrial Park hanno recentemente approvato l’ingresso nel capitale del Consorzio Udinese? 

Che ne sarà del terreno dopo la rimozione dei veleni? minimo minimo, sarà necessario un buon lavoro di bonifica. Secondo alcuni esperti interpellati da Lepost il costo finale di questa genialata potrebbe sfiorare i 3 milioni di euro! Spese notarili, perizie, consulenze a parte. Chi pagherà i danni di questa malagestio? La Regione con i sodi dei cittadini? O chi ha commesso questi errori milionari? Carnia infetta, regione malata. 

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