
Giornata storica per l’assessore Riccardi. Storica perché ci mette la firma su uno degli accordi più attesi per risolvere le problematiche più acute della sanità in generale: «Intesa con le strutture private accreditate». Le associazioni che hanno aderito sono: Anisap, Assosalute, Aiop e Aris. “Il Prossimo passaggio – ricorda l’assessore – sarà in Giunta”. «La sottoscrizione di questa intesa conferma e ribadisce il ruolo integrativo del privato, standard di sicurezza elevati e in forma gratuita con l’obiettivo di conseguire risultati importanti per la salute dei cittadini: la riduzione dei tempi di attesa e le fughe di pazienti verso altre regioni». Questo il concetto espresso dall’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, a commento della firma da parte delle strutture private accreditate della sanità dell’accordo per il triennio 2026-2028. Il budget di base per le prestazioni sanitarie affidate alle strutture private accreditate ammonta a oltre 123 milioni di euro, ripartiti tra le diverse aree e i singoli erogatori secondo le proporzioni già adottate nel triennio 2021-2023. L’intesa interesserà complessivamente 35 strutture sanitarie tra le quali si evidenziano le organizzazioni più grandi: Policlinico e Sanatorio triestino, il San Giorgio a Pordenone fino alla casa di cura Città di Udine. Secondo le ultime previsioni, l’impegno di spesa complessivo della regione verrà ripartito a seconda delle aree: Per l’isontino e giuliano sono stanziati 48 milioni. L’area del Friuli Occidentale 30milioni; il Friuli Centrale 45 milioni. Riguardo le strutture, Il Policlinico città di Udine riceve 30 milioni; l’Università castrense di San Giorgio di Nogaro ottiene 2 milioni e mezzo. Seguono: il Policlinico Triestino (32,4 milioni), la Casa di cura San Giorgio di Pordenone (24,7 milioni), il Sanatorio Triestino (9,7 milioni) e l’Università Castrense di San Giorgio di Nogaro (2,4). Soddisfazione da parte degli esponenti delle associazioni del privato accreditato, Riccobon, Danelon, Guarneri e Morandini. Migliorare i servizi, ridurre tempi di attesa e mitigare il fenomeno delle fughe dei pazienti verso altre strutture. Friuli apripista.