21 Febbraio 2024 - 12:42 am


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ProfetaCisint Exxx…Polzive!!! Corteo degli immigrati contro la burocrazia e i ricongiungimenti. La minaccia: Se non migliorano le condizioni, non faremo più manifestazioni pacifiche”. La sindaca di Monfalcone: “Vogliono sostituirci”. Di Lenardo (Verdi Sinistra): “Provo vergogna per il mio paese”.

 

Per la sindaca di Monfalcone, massima esperta in fatto di ospitalità di comunità straniere in Friuli, non ci sono dubbi: “Vogliono sostituirci. Lo dicono gli Imam nei loro sermoni”. A giudicare dalle parole dell’esponente degli immigrati friulani Kofi Bonsu, c’è del vero poiché durante la manifestazione di oggi ha minacciato: “Che cosa stanno facendo le autorità per migliorare le nostre condizioni? la nostra è una manifestazione pacifica. Ma non credo che noi, se non abbiamo risposte, possiamo continuare a manifestare pacificamente. Se non reagiscono, allora dobbiamo reagire noi, in altra maniera. Ci sono tanti strumenti”. Cosa intendeva dire Kofi Bonsu per “tanti strumenti?”. Profeta Cisint ricorda: “A Monfalcone ci sono circa 5.000 residenti stranieri, solo 1.700 di questi lavorano”. 

Centinaia di persone di origine straniera hanno sfilato oggi in centro città per denunciare le code e i tempi di attesa per gli appuntamenti per il rilascio dei permessi di soggiorno. Alla manifestazione, organizzata da Kofi Bonsu, Presidente della Comunità Ghanese, e da Umberto Marin di Time for Africa, hanno preso parte anche la consigliera comunale del Partito Democratico Anna Paola Peratoner (Oikos), rappresentanti dell’UDU (Unione degli Universitari) e il consigliere comunale Andrea Di Lenardo capogruppo “Alleanza Verdi Sinistra Possibile”. L’esponente della sinistra udinese ha ricordato le 300 persone che vivono per strada a Udine (prima in Italia per qualità della vita), l’incubo dei documenti, le code al freddo, anche con minori, fuori dalla questura e la burocrazia che di fatto impedisce i ricongiungimenti familiari. “Da genero di persone di origine straniera, ho dichiarato di provare un’immensa vergogna come italiano per quello che va chiamato con il suo vero nome: razzismo istituzionale”.

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