21 Aprile 2026 - 11:52 am


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DeToniSuiCarboni Exxxx…Polzive!!! Il modello accoglienza minori a Udine ha fallito. Di chi è la responsabilità? Il sindaco fa lo scaricabarile. E’ il comune ad aver firmato l’intesa con la Fondazione di Boem che ora si desta: “Ci serve aiuto”. Un residente: La struttura serve solo a trovare un posto di lavoro ai senza un mestiere. La consigliera Antonella Gatta (misto) fa partire un siluro: “Come vengono impegnati i 75 milioni destinati al sociale? Il sindaco pretenda una gestione più efficace”.

Il sindaco di Udine vista l’escalation di episodi di violenza che è salita in questi giorni di fine agosto alla “Casa dell’Immacolata” di via Chisimaio (struttura messa in piedi alla buona per accogliere minori non accompagnati) tenta di replicare alle accuse che la maggior parte dei cittadini gli rivolge, con appelli a vuoto e aperture di tavoli. Nulla di più. Per parte sua, il presidente terzomondista della Fondazione, Boem, dopo anni e anni di malagestio non va oltre il lamento: “Ci serve aiuto”. Non si indicano i responsabili. Ma dove era fino a un anno fa? La situazione all’interno della struttura, dopo i fatti di venerdì, è diventata come una polveriera. Il fallimento del modello udinese di accoglienza è sotto gli occhi di tutti. ma si sta bene attenti a indicare un responsabile. Anzi viene il sospetto che i minori non accompagnati siano un pretesto per trovare un lavoro a qualche “amico” senza un mestiere. Lo tengono in parcheggio. Paga Pantalone.

Sulla polveriera dell’Immacolata e le scivolose difese del sindaco interviene la consigliera comunale e presidente del gruppo misto, Antonella Eloisa Gatta:

«Mi aspettavo uno scatto di orgoglio per la città che amministra e invece ancora una volta solo tavoli. Sarebbe ora che si decidesse a proporre qualcosa in questi tavoli e non aspettasse che altri facciano: Scriva direttamente a Piantedosi o cerchi un incontro, invece di aspettare una mossa da Prefetto e Regione. Che entri a gamba tesa nella gestione dell’Immacolata, che pretenda una gestione migliore, istruzione per i ragazzi, attività che li tenga impegnati, invece di fare finta di niente. Dato che è il Comune ad aver firmato l’accordo con la Fondazione Casa dell’Immacolata di don Emilo de Roja, che affronti la realtà: quella struttura con la sua Governance non puo’ (perche non riesce) gestire i minori non accompagnati. Che si facciano finalmente i conti ( e non solo ecomomici). Aggiungo che i 75 milioni nel sociale di cui parla, nulla hanno a che fare con la prevenzione dello spaccio, della violenza e del degrado. Se di quei 75 un terzo ( cioè 25) avesse pensato a destinarli per turni di notte della polizia locale, equipaggiamento e controllo del territorio, allora sì che ci troveremmo un problema ingestibile e non di fronte ad un problema malgestito.
Sicurezza partecipata? è arrivato il momento che si decida a partecipare anche il Sindaco e tutta la sua maggioranza».

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